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Generazione 5G: controllo mondiale e cancro serviti caldi

Prima di iniziare vogliamo sottolineare ai più pigri che non hanno voglia di leggere 🙂 che possono guardare il video direttamente a fine articolo, ma che ovviamente la lettura dello stesso e più completa.

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Le tesi di complotto che vedono la rete 5G collegata all’epidemia di Covid-19, fanno ormai parte del bagaglio di presunti medici e militanti No Vax, che hanno riciclato le vecchie tesi sui collegamenti tra onde elettromagnetiche e tumori. La questione è più seria di quanto potrebbe sembrare, tanto che vengono prese sul serio persino dal consulente economico del premier Giuseppe Conte, Gunter Pauli.

«La scienza deve dimostrare e spiegare causa ed effetto – afferma l’economista – Tuttavia la scienza osserva innanzitutto le correlazioni: fenomeni apparentemente associati. Applichiamo la logica scientifica. Qual è stata la prima città al mondo coperta dal 5G? Wuhan! Qual è la prima regione europea del 5G? Nord Italia».

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Il coronavirus alimenta un ventaglio di teorie complottiste che vanno da ‘non è vero niente, vi prendono per i fondelli’ a ‘benvenuti nella terza guerra mondiale’. Il dottor Thomas Cowan, from San Francisco, medico olistico, ‘esperto di medicina antroposofica’ con un discusso passato nella cura del cancro, è l’autore di una teoria molto citata che fa dipendere il virus dal 5G. Migliaia di followers ma nessuna prova scientifica per l’autore di saggi come ‘Vaccini, autoimmunità e natura mutevole della malattia infantile’, ma anche ‘Come e perchè mangiare più verdure’.

La sua tesi è semplice: le pandemie sono collegate al ‘salto di elettrificazione della terra’. Nel 1918 il virus della spagnola segui’ l’introduzione delle onde radio del 1917. Dopo la seconda guerra mondiale ci fu una pandemia successiva all’introduzione del radar. Oggi le cellule sottoposte ai campi elettromagnetici prodotti da ‘centinaia di migliaia di satelliti’ necessari al 5G ci costringono ad espellere tossine: i virus. “La gente pensa che sia un’epidemia. Ma dove si trova la prima città al mondo interamente coperta dal 5G? Cina, Wuhan”.

Sarà una delle rivoluzioni tecnologiche più imponenti del nostro tempo e avrà effetti e ripercussioni sulla vita e sulla salute di miliardi di persone.
Mi riferisco al “5G”: la nuovissima generazione di trasmissioni dati, che permetterà di connettere ad altissima velocità miliardi di dispositivi che oggi sono semplici elettrodomestici “passivi”.
A breve gli oggetti dentro e fuori casa si trasformeranno in “esseri attivi”: frigoriferi, tivù, radio, forni, perfino abiti e qualsiasi oggetto elettronico o meno.

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Secondo le previsioni, oltre 20 miliardi di dispositivi saranno interconnessi con la Rete entro il 2020. Attualmente sarebbero “solo” più o meno 6 miliardi. La connessione di quinta generazione renderà possibile lo sviluppo della telemedicina, dell’auto a guida autonoma e delle cosiddette città intelligenti, dove tutto è costantemente tenuto sotto controllo elettronico.
La “G” sta per “Generation” e infatti è la quinta generazione del cosiddetto standard per la trasmissione dati attraverso una rete di telefonia mobile. I precursori sono stato l’1G (il famoso e obsoleto «TACS») in cui i segnali radio erano “analogici”, il 2G (il GSM), il 3G (UMTS) e l’ultimo 4G (LTE, long term evolution, “evoluzione a lungo termine”).

Attenzione che a differenza delle altre generazioni, il 5G non è solo una nuova “interfaccia radio” perché qui la rete da “fisica” diventa “virtuale”, qui si vuole inglobare tutto…

Rischi elettromagnetici

CC: COVID-19 CINQUE GQualsiasi tecnologia presenta dei rischi, e quando si è nell’ambito delle onde elettromagnetiche tali rischi sono estremamente pericolosi perché riguardano la salute. Con la nuova generazione ci potranno essere anche rischi di cyber-attacchi sulle future reti mobili, le quali conterranno informazioni personali e dati sensibili oggi inimmaginabili. L’intero globo e tutti i dati umani finiranno nei server o nei cloud virtuali, mettendo a rischio la sicurezza planetaria.
Sul fronte dell’inquinamento delle onde elettromagnetiche invece, coloro che speculano e guadagnano stanno chiedendo la revisione delle regole italiane sui limiti elettromagnetici che rappresentano un freno alla realizzazione della futura rete.

Come sempre la follia e la cupidigia umane rasentano il paradosso: invece di diminuire i limiti attuali che sono di per sé troppo alti per garantire la sicurezza della salute, questi sciacalli chiedono di eliminare e/o abbassare tali limiti per far posto alla nuova tecnologia.

Il punto cruciale è il seguente: per raggiungere velocità così elevate è necessario utilizzare uno spettro di frequenza finora mai utilizzato. Il 5G sfrutta le onde millimetriche, vale a dire onde radio tra 30 e 300 GHz. Stiamo parlando di uno spettro di frequenza talmente elevato che nessuno Stato ha ancora assegnato, anche perché fino a qualche anno fa era impensabile utilizzare questo spettro per la comunicazione. Siamo nella fascia delle microonde, la cui frequenza va appunto da 250 MHz a 300 GHz, e la lunghezza d’onda da 1 mm a 10 cm.

Queste onde possono penetrare di qualche millimetro l’epidermide umana. Questa caratteristica particolare, come verrà spiegato tra poco, viene sfruttata nelle armi-non-letali a energia diretta in dotazione al Pentagono.
La caratteristica principale del 5G, che lo differenzierà dai precedenti standard, è la velocità di connessione: secondo gli operatori dovrebbe viaggiare 100-1000 volte più veloce dell’attuale 4G. Ma come sempre il rovescio della medaglia è molto insidioso e pericoloso…

Italia e le sperimentazioni del 5G

L’Italia è il paese-cavia ideale per le lobbies. Lo sappiamo molto bene.

Con qualche spicciolo è possibile testare di tutto. Non è un caso che siamo l’unico paese al mondo a inoculare sulla popolazione infantile oltre 10 vaccini obbligatori, senza avere nessuno studio o trials clinici che ne garantiscano la sicurezza.

Quindi potevamo perdere anche questa sperimentazione? Ovviamente no, e infatti il nostro Paese è stato tra i primi in Europa e nel mondo ad avviarla.
Sono diverse le città scelte per le sperimentazioni (che sono già avviate): Milano, Prato, l’Aquila, Bari, Matera sono le cinque città dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto partire la sperimentazione del 5G, alle quali si sono aggiunte Roma eGenova. E tutto ciò risale al 2018. Oggi nel 2020 e l’anno della rivoluzione mondiale dove tutto il mondo è governato dal potere del 5G.

Il 5G e distribuito in tutto il mondo e permetterà di testare al meglio le potenzialità della nuova tecnologia e mettere alla prova le capacità degli operatori mondiali di realizzare un’infrastruttura tecnologicamente all’avanguardia nel giro di pochi mesi.

Giusto il tempo di tenere il popolo mondiale rinchiuso dentro casa!

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Frequenze & appalti
Il governo Conte, quello del grande “cambiamento”, ha appaltato le frequenze del 5G.
Le frequenze in gioco sono: 700 MHz, 3.700 MHz e 26 GHz.
Ad accaparrarsi i blocchi i soliti noti: Iliad, Telecom, Vodafone, Fastweb e Wind-Tre.
I 700 MHz sono andati a Iliad, Vodafone e Telecom. 
I 3.700 MHz sono andati a Telecom, Vodafone, Wind-Tre e iliad
I 26 GHz invece a Telecom, Iliad, Fastweb e Wind-Tre 

Soltanto Telecom e Vodafon hanno investito 4,8 miliardi di euro!

Il governo ha fatto Bingo perché è stato ampiamente superato l’obiettivo minimo: l’asta per il 5G porterà ben 6,55 miliardi di euro, oltre 4 miliardi in più dei 2,5 miliardi preventivati come soglia minima!

Infrastrutture per 5G

La nuova tecnologia impiegherà un’infrastruttura differente rispetto a quella del passato (a livello d’antenne e non solo) e protocolli comunicativi in grado di garantire una maggior capacità di banda, una maggior velocità di connessione e una minor latenza.

Vi sarà quindi l’implementazione di «piccole cellule», di cui si ignora il numero, ma sicuramente elevatissimo, che non andranno a sostituire le altre, ma a sommarsi alle attuali reti wireless in uso da Telecom (17.000), Vodafone (altrettanti), Wind Tre(26.000).

In Italia complessivamente ci sarebbero già 60.000 antenne di telefonia mobile, con quelle per il 5G raggiungeremo un numero folle. Le antenne del 5G dovranno per forza di cosa crescere come funghi in ogni dove.

Attualmente le antenne per la telefonia sono distanti tra loro qualche centinaio di metri o qualche chilometro, per la nuova tecnologia dovranno essere presenti ogni cento metri e anche meno.
Le città e le campagne saranno invase da antenne: tetti, alberi, lampioni, campanili, ecc.

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chip sottopelle

Ma tutto questo è per il nostro stile di vita?  per il nostro ben-essere. Pensate: potremo guidare la nostra autovettura seduti comodamente sul water di casa, mentre sorseggiamo una tazzina di caffè macchiato. Oppure potremo farci controllare a distanza la prostata dal medico urologo, grazie ad una app dello smartphone e un piccolo sensore che va infilato nel retto, collegato al cellulare con cavo usb, e questo anche se il dottore è in vacanza e si sta rilassando alle isole Fiji. Ma sarà anche possibile, sempre dal cesso ma questa volta dell’ufficio, controllare se nel frigo di casa vi sono alimenti scaduti; se per esempio dobbiamo fermarci a comprare il latte parzialmente scremato con il quale macchiamo il caffè che beviamo alla mattina sopra il water…
Questa sì che è tecnologia!

Armi ad energia diretta

L’esercito statunitense ha sviluppato un sistema di controllo della folla non letale, chiamato «Active Denial System» (ADS). Dei veri e propri cannoni portatili montati su camion sparano onde millimetriche a radiofrequenza nella frequenza dei 95 GHz (esattamente lo spettro che rientra nel 5G) in grado di penetrare l’epidermide di 0,4 mm delle persone, producendo istantaneamente un’intollerabile sensazione di riscaldamento che li porta alla fuga.

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Esattamente come il forno a microonde che purtroppo ancora molte persone usano in cucina, questi cannoni militari vanno a scaldare gli strati di acqua contenuta sotto la pelle…
Quindi per dare avvio al «Progetto 5G», migliaia di antenne, cioè piccoli cannoni («armi non letali»), saranno disseminati nelle città di tutto il mondo.
Quale sarà l’effetto sulla salute pubblica di un bombardamento costante di microonde? L’effetto sugli animali lo sappiamo già…

5G e la strage degli innocenti (uccelli)

In giro per il mondo si stanno verificando delle cose molto strane.

Casualmente nelle città scelte per la sperimentazione del 5G avvengono delle morie di uccelli da film di Hitchcock.

A Roma oramai lo hanno definito «l’incubo storni», in pratica uccelli dal cielo cadono stecchiti in terra come le mosche. Un vero e proprio disastro sia per i residenti che per gli automobilisti. La stessa stranissima cosa sta avvenendo anche a l’Aquila.

Sono in corso indagini, ma al momento gli esperti interpellati non sanno dare nessuna spiegazione, anche perché forse non stanno seguendo la pista giusta, quella delle microonde!

La realtà è che migliaia di uccelli precipitano dal cielo…

Sappiamo benissimo che le onde possono disturbare seriamente l’orientamento spaziale degli animali che usano da sempre il campo magnetico terrestre (uccelli migratori, cetacei, delfini, ecc.). Qui però gli uccelli vengono letteralmente stecchiti sul colpo!

Il mistero della Smart-Dust

Si chiama «Polvere intelligente» (smart-dust) e il Pentagono l’ha definita «la tecnologia strategica dei prossimi anni».
Si tratta di un “pulviscolo intelligente” composto da miliardi di microscopici computer, della dimensione di un millimetro cubo, in grado però di incorporare sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.
Questa “polvere” in grado di captare calore, suoni e anche movimenti, si può disperdere su territori immensi, anche grazie all’avio dispersione in cielo (tramite le scie chimiche).

 

Quando si parla di ricerche militari fantascientifiche il nome DARPA, braccio scientifico del ministero della Difesa, non manca mai. Dietro la smart-dust infatti c’è la «Defense Aduanced Research Projects Agency» (Darpa), l’Agenzia potentissima che ha inventato, tra le altre cose, Internet.

Per la polvere magica la Darpa si è affidata al dipartimento di ingegneria elettronica e informatica di Berkeley!

La rivoluzione di questi microsensori diffusi nell’ambiente «diventerà la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento», come hanno candidamente dichiarato nel sito ufficiale www.darpa.mil.

Il problema è che la smart-dust abbinata sinergicamente alla tecnologia 5G potrà rappresentare il pericolo numero uno per la libertà, perché fornirà gli strumenti perfetti per il controllo globale assoluto. Come sempre, purtroppo la realtà supera ogni più fervida immaginazione…

Conclusione

Dopo quanto detto diventa di vitale importanza impedire lo sviluppo della quinta generazione.
Rifiutiamo telefoni, smartphone e qualsiasi altro apparecchio e/o elettrodomestico nato per il 5G, o anche solo predisposto e implementabile alla nuova tecnologia militare! Il nostro futuro e quello dei nostri figli lo abbiamo nelle nostre mani oggi.

Ricordiamo che i bambini sono gli esseri (come gli animali) più a rischio di ammalarsi, proprio perché si trovano nella fase delicata di crescita e di sviluppo. Sarà un caso ma nel nostro paese i tumori in età pediatrica stanno crescendo a ritmo pandemico, e l’Italia vanta il triste primato a livello europeo.

Se non vogliamo avere il primato di mortalità infantile anche a livello mondiale, pensiamoci molto seriamente e subito…

Potrebbe esserci un legame tra il Coronavirus e il 5G?

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Dopo le inchieste esclusive di OASI SANA, adesso il dubbio sale pure a Gunter Pauli, economista, scrittore e autore di ‘Blue economy‘, imprenditore belga amico di Grillo e Gianroberto Casaleggio ma soprattutto attuale consigliere economico del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte: il 5G può essere correlato alla diffusione del Covid-19. Lo sostiene Pauli con un twitt che mina alle fondamenta le asserite certezze di negazionisti del rischio elettromagnetico e parlamentari dell’intergruppo innovazione impegnati nel lancio dell’Internet delle cose e Intelligenza artificiale, incuranti di inviti alla precauzione, appelli di malati oncologici e da elettrosmog, sentenze di tribunale e schiaccianti prove negli aggiornamenti in letteratura biomedica.

In inglese, ma soprattutto in controtendenza rispetto alle politiche wireless dell’esecutivo, su Twitter Gunter Pauli ha scritto: “La scienza deve dimostrare e spiegare causa ed effetto. Tuttavia la scienza osserva innanzitutto le correlazioni: fenomeni apparentemente associati. Applichiamo la logica scientifica. Qual è stata la prima città al mondo coperta nel 5G? Wuhan! Qual è la prima regione europea del 5G? Nord Italia“.



a deduzione del primo consigliere economico di Palazzo Chigi nasce da studi e ricerche che attestano inequivocabilmente gli effetti non termici ma biologici (e dannosi) del wireless sugli organismi viventi, nasce dalle sempre più crescenti prese di posizioni di medici, ricercatori e scienziati di tutto il mondo che in questi giorni stanno sollevando il problema nell’eventuale correlazione tra virus e 5G, ma soprattutto nasce dall’innegabile mappatura in sovrapposizione tra roll-out del 5G e i focolai del Covid-19. Non può essere un caso, no! Perché puntualmente, dove c’è il primo, s’è diffuso il secondo. Queste due cartine indicative e sommarie lo dimostrano: in Europa come in Asia, in Lombardia come nella provincia cinese di Hubei, avviato il 5G (mappa sotto) dopo pochi mesi è scoppiato il virus (mappa sopra).

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Allora è sacrosanto e doveroso, come ha scritto Pauli, chiedere alla scienza immediati e urgenti approfondimenti, studi epidemiologici indipendenti, cioé sganciati dalle industrie che hanno l’obiettivo di fare business e non certo quello di tutelare la salute pubblica. Ma è indispensabile anche che il Parlamento italiano (a quando la riapertura?) avvii al più presto una commissione d’inchiesta per indagare sull’eventuale correlazione 5G-Coronavirus. Così come è altrettanto giusto, in applicazione del principio di precauzione, inserire nella fase emergenziale che stiamo vivendo una moratoria nazionale sul 5G, fermando – in attesa di verità vere e non certo di comodo – ogni interesse privato se a discapito della salute pubblica: non è ammissibile vedere 60 milioni di italiani ai domiciliari quando i soliti lobbisti si dimostrano pronti a spuntare favori last minute da Conte.

5G il miglior articolo in circolazione!

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Potrebbe esserci un legame tra il Coronavirus e il 5G? Il ricercatore e biologo edile Paul Doyon ha appena trascorso gli ultimi 18 mesi in Cina. Ha scritto un brillante articolo che espone le prove. E come proteggerti: una strategia di protezione basata sui campi elettromagnetici. Attenzione: questo è un articolo basato sulla scienza pesante con quasi 100 riferimenti a studi — né Paul né io vogliamo essere accusati di aver paura della paura:

Il mio cuore va in Cina e in tutte le sue persone che hanno sofferto così tanto a causa di questo nuovo “romanzo” focolaio di coronavirus di Wuhan (COVID-19).

Tuttavia, dal momento che qualcuno che si era ammalato gravemente e che aveva avuto il suo sistema immunitario crollato ed era malato per sei mesi in cerca di risposte prima ancora di sospettare che vivere nelle immediate vicinanze di diverse torri di telefoni cellulari fosse in realtà ciò che stava causando il problema e facendolo star male, Sento di non poter rimanere in silenzio in buona coscienza, e sospetto fortemente che la Cina e il resto del mondo stiano cercando sotto la pietra sbagliata quale sia effettivamente il problema qui.

Al momento, con 10.000 antenne 5G installate di recente che intonacano la sua città, Wuhan è probabilmente una delle città con il più alto potenziale di elettroerosione 5G del pianeta.
Avvisi di elettrosmog da parte di scienziati da oltre 40 anni

Stimati scienziati, ricercatori, medici e attivisti ci avvertono – da oltre quarant’anni – dei pericoli delle radiazioni wireless e dei campi elettromagnetici. Nel 1977, il reporter Paul Brodeur pubblicò un libro intitolato The Zapping of America ; nel 1985, il compianto dottor Robert O. Becker (due volte nominato al Premio Nobel per la medicina per il suo lavoro sulla dedifferenziazione cellulare e la differenziazione nel processo di guarigione) scrisse The Body Electric , e successivamente pubblicò Cross Currents: The Perils of Electropollution , The Promise of Electromedicine nel 1990; nel 1995 (e ancora più tardi nel 2007), B. Blake Levitt, autore e ricercatore, pubblicò Campi elettromagnetici: una guida per i consumatori alle problematiche e come proteggersi . Da allora ci sono stati molti altri libri e film documentari messi in campo. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito.

Il Dr. Leif Stafford, neuro-oncologo svedese, ha chiamato questo lancio wireless

“ Il più grande esperimento biologico di sempre. ”

E il Dr. Robert O. Becker lo scrisse nel 1985

I pericoli di elettropolluzione sono reali e ben documentati. Cambia, spesso patologicamente, ogni sistema biologico [enfasi aggiunta]. Quello che non sappiamo è esattamente quanto siano gravi questi cambiamenti, per quante persone. Più a lungo come società, rimandiamo la ricerca di tale conoscenza, maggiore è la probabilità che il danno sia e più difficile sarà correggere.

E infine, il Dr. Martin Pall, PhD e il Professore emerito di biochimica e scienze mediche di base presso la Washington State University hanno recentemente dichiarato che Mettere  decine di milioni di antenne 5G senza un singolo test biologico di sicurezza deve essere l’idea più stupida che qualcuno abbia mai avuto nella storia del mondo.

Palazzo Chigi del premier Conte correla 5G e Covid-19: ora basta, pretendiamo verità e moratoria subito!

Dopo le inchieste esclusive di OASI SANA, adesso il dubbio sale pure a Gunter Pauli, economista, scrittore e autore di ‘Blue economy‘, imprenditore belga amico di Grillo e Gianroberto Casaleggio ma soprattutto attuale consigliere economico del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte: il 5G può essere correlato alla diffusione del Covid-19. Lo sostiene Pauli con un twitt che mina alle fondamenta le asserite certezze di negazionisti del rischio elettromagnetico e parlamentari dell’intergruppo innovazione impegnati nel lancio dell’Internet delle cose e Intelligenza artificiale, incuranti di inviti alla precauzione, appelli di malati oncologici e da elettrosmog, sentenze di tribunale e schiaccianti prove negli aggiornamenti in letteratura biomedica.

Vi lasciamo con un video di riflessione del noto giornalista, scrittore Maurizio Martucci wikipedia

Manuale di autodifesa per elettrosensibili (Maurizio Martucci)