Altoparlanti intelligenti: Guerra aperta

Abbiamo provato e messo a confronto gli altoparlanti intelligenti Amazon Echo Dot e Google Home Mini che si collegano al Wi-Fi e sono in grado di comprendere la nostra voce, obbedire ai nostri comandi e gestire centinaia di dispositivi della casa digitale.

Con oltre 100 milioni di altoparlanti intelligenti installati in tutto il mondo, il 2018 è stato sicuramente l’anno degli assistenti digitali. Altoparlanti bluetooth che si collegano al Wi-Fi di casa e attraverso questo ai sistemi basati su intelligenza artificiale offerti dai principali produttori. In attesa che arrivi in Italia anche HomePod, l’assistente digitale di Apple,
abbiamo provato i due modelli che ad oggi vanno per la maggiore: Amazon Echo Dot e Google Home Mini

Meno di 50 euro

Sia l’assistente digitale di Google che quello di Amazon non sono altro che due altoparlanti collegati al Wi-Fi e questo assistente digitale e al nostro Wi-Fi. Solo con Google Home è possibile insegnare all’assistente a riconoscere voci differenti attraverso la funzione Voice Match e quindi permettere l’accesso nel momento in cui viene riconosciuto uno dei timbri vocali associati. Entrambi i dispositivi si attivano pronunciando la parola chiave che per Amazon Echo è “Ale spiega

i prezzi decisamente bassi. Poco prima di Natale si poteva acquistare l’Echo Dot per soli 35 euro, anche se poi l’enorme numero di richieste ha obbligato Amazon a rimandare le consegne fino a febbraio.

Anche nel momento in cui scriviamo cercando online si possono trovare entrambi a meno di 50 euro. Rimane il problema di quale scegliere perché le differenze ci sono e tutto dipende da quello che ci serve.

A domanda risponde

L’installazione è semplice per entrambi: dovremo prima di tutto installare sullo smartphone (Android o iOS) l’app giusta (Amazon Alexa o Google Home) e quindi connetterci con questa all’assistente digitale e al nostro Wi-Fi. Solo con Google Home è possibile insegnare all’assistente a riconoscere voci differenti attraverso la funzione Voice Match e quindi permettere l’accesso nel momento in cui viene riconosciuto uno dei timbri vocali associati. Entrambi i dispositivi si attivano pronunciando la parola chiave che per Amazon Echo è “Alexa” mentre per Google Home è “Ok Google!” In realtà volendo potremo modificare il nome del dispositivo: Alexa può diventare Computer oppure Echo mentre al posto di OK Google potremmo pronunciare Hey Google. Da questo momento in poi potremo rivolgerci in ogni momento ai nostri assistenti per ricevere una risposta alla maggior parte delle nostre domande. Ed è proprio qui che iniziano a venire fuori le differenze più importanti.

Google riconosce voci diverse, ma Alexa è più preciso e conciso nelle risposte

Assistenza vocale

Nonostante l’ottimo lavoro fatto da Amazon, a livello di ricerca vocale Google Home Mini non ha paragoni in quanto può contare sull’enorme esperienza accumulata dal motore di ricerca di Google. Potremo chiedere chi ha vinto Sanremo l’anno scorso o chi gioca con la Juventus la settimana prossima e in tutti i casi avremo una risposta corretta entro pochi secondi. Non solo, ma il fatto che l’assistente di Google sia in grado di riconoscere la voce di persone differenti consente di inserire senza problemi nel calendario di ciascuno gli appuntamenti che si vogliono fissare. Alexa invece ha il vantaggio di riuscire a comprendere meglio i comandi vocali, anche a distanza di alcuni metri e in situazione di rumore ambientale. A noi è capitato che si attivasse persino sentendo pronunciare il termine Alexa dal televisore. Inoltre Amazon utilizza una voce più naturale rispetto a quella dell’assistente di Google ed è anche più concisa nelle risposte. Ma quali sono le domande che vengono rivolte più spesso dagli utilizzatori?

Secondo una ricerca di Adobe Digital, il 70% degli utenti usa gli assistenti digitali per ascoltare la musica, il 64% per conoscere le previsioni del tempo, il 53% per fare domande stupide, il 47% per fare ricerche online e il 46% per impostare dei promemoria. Sono tutte operazioni che in realtà sarebbe possibile fare anche con lo smartphone, usando l’Assistente di Google oppure Siri di Apple. Poi ci sono persone che chiedono all’assistente digitale che ora è, quando sarebbe più comodo e veloce dare un’occhiata all’orologio o al telefono. Ma allora a cosa servono veramente?

La casa intelligente

Sono diversi anni che sentiamo parlare di Smart Home (casa intelligente) senza che poi si concretizzi nulla, ma grazie agli assistenti digitali questa potrebbe essere veramente la volta buona. Oggi di accessori per la casa collegabili al Wi-Fi e all’Echo Dot o al Google Mini ce ne sono ormai tantissimi: luci, serrature, termostati, elettrodomestici come televisori, frigoriferi e lavatrici, sistemi audio e sistemi di sicurezza. All’ultimo Computer Electronics Show di Las Vegas, Amazon ha addirittura mostrato un forno a microonde comandabile con la voce. Nella maggior parte dei casi la compatibilità tra questi accessori e gli assistenti digitali viene indicata sulla confezione e fortunatamente anche i prezzi iniziano a calare. I dispositivi intelligenti più diffusi nelle case di tutto il mondo sono le lampadine smart, che oltre a permettere di risparmiare sui consumi consentono anche di visualizzare centinaia di variazioni cromatiche. Le più famose sono le Philips Hue che sono però decisamente costose, ma ci sono anche quelle di Ikea e se proprio vogliamo risparmiare le Yeelight di Xiaomi costano poco di più di un bulbo LED tradizionale.

Questione di skill

Una delle caratteristiche più interessanti degli assistenti di Amazon sono le skill. Si tratta di vere e proprie mini applicazioni che vanno installate sull’app Alexa dello smartphone e che permettono di personalizzare al massimo il dispositivo. Si trovano nella sezione Skill e Giochi dell’app, possono essere installate gratuitamente e nel momento in cui scriviamo quelle in lingua italiana sono già oltre un centinaio e sono in crescita continua visto che per realizzarle non bisogna avere particolari conoscenze di programmazione. Se per esempio vogliamo essere aggiornati sulle ultime notizie potremo scaricare la skill del Corriere della Sera che ci darà informazioni ogni ora, oppure la skill per ascoltare in diretta i programmi delle nostre radio FM preferite o ancora ordinare il cibo dai ristoranti della nostra città attraverso la skill di Just Eat. Ma c’è anche quella di Treccani alla quale si possono chiedere le definizioni di una qualsiasi parola presente nel vocabolario italiano. Insieme alle skill troviamo poi le routine: si tratta in questo caso di più

comandi che vengono abbinati tra loro: se per esempio abbiamo una tapparella elettrica potremo abbinare la sveglia del mattino con l’operazione di alzare le tapparelle e magari con la lettura delle ultime notizie pubblicate in Rete. Le routine esistono pure per Google Home e vengono impostate direttamente dall’app in pochi clic.

I software di riconoscimento della voce capiscono oltre il 95% di quello che diciamo

 Integra sia un’entrata che un’uscita audio. Echo Plus di Amazon è l’unico assistente con questa caratteristica. Inoltre è dotato di un hub ZigBee, un’alternativa a Wi-Fi e Bluetooth adatta per dispositivi a bassa potenza che non richiedono molta larghezza di banda. Grazie a questo hub è possibile collegare direttamente le tante lampadine, interruttori e prese elettriche compatibili con lo standard ZigBee.

La TV la comando con la mia voce

Usare i comandi vocali per scegliere il film da vedere o semplicemente per alzare o abbassare il volume oggi è possibile con alcune Smart TV di ultima generazione (e con un ricevitore satellitare come il nuovo Sky Q) ma anche con usando Google Home Mini insieme al ricevitore Google Chromecast. Il corrispondente ricevitore TV Box di Amazon (Fire TV) non integra al momento in Italia l’app Alexa e perciò, in attesa di un aggiornamento che speriamo arrivi nel 2019, saremo

costretti a usare metodi metodi alternativi come il telecomando Broadlink, ibroadlink. com, che è compatibile con Alexa e con la maggior parte dei televisori di ultima generazione in circolazione.

Collegamento a servizi esterni

Uno dei punti di forza di entrambi gli assistenti digitali è la possibilità di collegarli a servizi di musica online o anche di lettura di audiolibri e podcast. Con Echo Dot potremo sfruttare Amazon Music, Spotify Premium e Deezer. Attenzione però che per ascoltare la musica da Amazon Music sarà necessario essere abbonati al servizio Prime o in alternativa fare un abbonamento specifico per gli accessori Echo a 3,99 euro al mese. In ogni caso la sezione Radio&Podcast dell’app Alexa consente di ascoltare, attraverso l’app TuneIn integrata, gran parte delle radio italiane e straniere che trasmettono in streaming e anche un gran numero di podcast. Potremo inoltre collegare Echo Dot al nostro account Kindle e fargli leggere gli ebook che abbiamo in biblioteca con una voce gradevole e nemmeno troppo artificiale (niente a che vedere comunque con i veri e propri audiolibri). Google Home invece è compatibile con YouTube Music, Google Play Music, (ma serve l’abbonamento), Deezer e Spotify, nella versione gratuita o meno. E può leggere gli ebook che abbiamo nella nostra biblioteca di Google Reader. Inoltre, se collegato al televisore attraverso il ricevitore Chromecast, ci permetterà di scegliere con la voce le nostre foto archiviate in Google Photo. La qualità audio dei due dispositivi, almeno nella versione base, è simile e non potevamo certo chiedere di più viste le dimensioni. Se siamo audiofili avremo sicuramente degli altoparlanti bluetooth ai quali collegare entrambi gli assistenti digitali ottenendo una resa audio superiore. Una funzione che ha solo l’assistente di Amazon è quella che permette di entrare in contatto audio con altri utenti che hanno a loro volta un dispositivo Echo.

Cosa ci aspetta in futuro

La tecnologia che sta dietro agli assistenti digitali è relativamente giovane ed è destinata ad evolvere enormemente nei prossimi anni. I software di comprensione della voce saranno sempre più precisi grazie anche ai miliardi di input che arrivano ogni giorno dagli oltre 200 milioni di terminali attivi. Ma la vera differenza la farà l’Intelligenza Artificiale che sarà molto più evoluta e ci permetterà di avere delle vere e proprie conversazioni con gli assistenti, con in più (rispetto ad oggi) la possibilità di ricevere consigli e raccomandazioni… In un futuro nemmeno troppo lontano sarà normale avere assistenti smart praticamente ovunque, integrati all’interno di ogni dispositivo elettronico e, naturalmente, tutti collegati tra loro. Così per esempio chi avrà a disposizione un’automobile a guida autonoma potrà chiederle di farsi trovare pronta sotto casa proprio quando serve. Già oggi comunque gli strumenti che abbiamo a disposizione possono rendere più semplice e divertente la vita di tutti i giorni.

Due accessori per una casa più Smart

  1. Telecomando Broadlink. Tv, condizionatori d’aria, stereo; in ogni casa ci sono più dispositivi controllati da altrettanti telecomandi a raggi infrarossi. Broadlink, in vendita su Amazon per 40 euro, permette non solo di controllarli tutti comodamente ma anche di usare il riconoscimento vocale di Amazon Echo e Google Home per i comandi.

2. Prese intelligenti. Apparentemente identiche alle prese elettriche universali, quelle smart hanno in più un chip Wi-Fi che permette all’assistente di Amazon o Google di accendere o spegnere lampade ed elettrodomestici con la voce. Tra i tanti modelli disponibili su Amazon consigliamo le Meross, con prezzi a partire dai 25 euro.

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